infinity-imagined:

Coccolithophores are single celled eukaryotic phytoplankton that synthesize intricate exoskeletons from crystals of calcium carbonate.  The functions of these coccoliths are unknown, and may include buoyancy, osmotic regulation, protection from UV light, predation, or mechanical shock.  When nutrient and light conditions are optimal, coccolithophores can form massive plankton blooms that are visible from space.  Large numbers of these organisms can accumulate on the ocean floor forming chalk deposits such as the White Cliffs of Dover

(Fonte: ina.tmsoc.org)

(Rebloggato da amelie-anomaly)

cenwatchglass:

Happy 80th, Oliver Sacks!

A Chemical Boyhood Remembered: Neurologist and author Oliver Sacks recalls his youthful ‘love affair’ with chemistry in a forthcoming memoir

Chemical & Engineering News, January 10, 2000

I loved so much his Uncle Tungsten, can’t stop thanks for that! :)

(Rebloggato da cenwatchglass)

daenystargaryen:

mnemehoshiko:

neoteotihuacan:

A few months back, a small twitter hashtag got kind of crazy - #overlyhonestmethods

Its a hashtag full of scientists admitting shortcuts in research, along with the daily face palms and annoyances of a scientific lifestyle. Science is hard, yo. 

I decided to steal some of the more popular tweets from the trending hashtag along with some random images of scientists from Google image search and combine them. This is the result. it works, I think. 

The full album can be found here: http://imgur.com/a/x77kL

I HAVE SO MUCH HATE FOR PAYWALLS.

(Rebloggato da shuturcakehole)

Dogs Teaching Chemistry - Chemical Bonds

Today 10^23 2012 is Mole Day!

As we celebrate Mole Day on October 23, The Virtual School brings you a Mole Day music video to the tune of Bonnie Tyler’s ‘Total Eclipse of the Heart’.

Get in touch: vsteam@fusion-universal.com
Find out more: http://www.thevirtualschool.com
Follow us: http://www.youtube.com/virtualschooluk
Friend us: http://www.facebook.com/virtualschooluk

Teach the world.

This video is distributed under a Creative Commons License:
Attribution-NonCommercial-NoDerivs
CC BY-NC-ND

Sky footage from NatureClip, 2011
Background music from Bonnie Tyler, Total Eclipse of the Heart

Lyrics:
Underground, moles are little animals with really weird noses who like to dig around

Round and brown, every here and there you’ll find a hairy brown spot on your skin, we also call that a mole!

Search around, moles are spies who work in private espionage, they spy in secret, and they don’t make a sound

Also found,
Everywhere in mexico Mole is a spicy sauce
Same spelling but a whole different sound!

Turnaround blind eyes
Don’t you know it’s more than you can tell

Turnaround blind eyes, moles can also mean something else
'Cos in chemistry a mole.
Is a unit used to measure,
The atoms or molecules,
In a substance of whatever!
It’s the number of carbon twelve atoms
In twelve grams of carbon…
Matter’s filled with way too many atoms to count,
So use Avogadro’s number to express the amount!

For any type of matter: solid, liquid or gas,
The grams within a mole will equal atomic mass.
All you need is a mole!

Six-oh-two sextillion!
Six-oh-two sextillion!

Six point oh two two, one four oh seven eight,
Times 10 to power of twenty three
That number’s a mole
We use it in chemistry.


Once upon a time Avogadro said hey!
And showed us the way out of the dark,
His number you must use,
A molar eclipse of the heart.

A molar eclipse of the heart.

Dance your PhD, the winner is…

La blogosfera scientifica in Italia (post-ScienceCamp2012)

Quella che mi accingo ad illustrare è una breve raccolta dei dati che sono riuscito a collezionare attingendo le informazioni dalle homepage degli oltre 300 blog attualmente presenti nel mio censimento, dati che a mio avviso forniscono un quadro abbastanza completo della situazione anche se possono sicuramente essere migliorati.

Il database che ho allestito principalmente per fornire una risorsa utile a chi cerca “scienza fresca e informale” dai blog, senza alcuna presunzione di classificazione o discriminazione, contiene oggi 316 siti ordinati alfanumericamente. Un numero che è destinato a crescere costantemente, come si evince anche dal primo grafico, nonostante l’estenuante concorrenza dei siti professionali e la scarsa diffusione al di fuori di un settore forse un po’ troppo di nicchia. Un destino che tuttavia potrebbe cambiare presto se le tendenze si allineeranno con quelle del resto del mondo, dove all’universo dei blog si guarda sempre più con fiducia e simpatia, al punto che sono stati perfino pubblicati diversi articoli scientifici peer reviewed che li esaminano esaltandone le potenzialità divulgative e didattiche nell’ottica di una maggiore e più efficace popolarizzazione della scienza e che nella maniera più amichevole e informale possibile rendono accessibili al grande pubblico argomenti ostici che spesso sono appannaggio esclusivo degli addetti ai lavori.

Se proprio vogliamo operare una distinzione, possiamo riconoscere che esiste un 38% dei blog che non trattano una specifica materia, ma spaziano attraverso più argomenti, spesso in maniera trasversale. Per il 29% non è stato possibile riconoscere una specifica disciplina generica, bensì il tema principale verte su nicchie scientifiche precise, come l’ittiologia, la climatologia, la speleologia e altre scienze, troppo particolari per essere accomunate alle altre categorie. Per il resto, ho rilevato un buon 10% di blog che trattano argomenti di biologia, un 7% di astronomici, 6% di fisica e chimica e un 4% di blog matematici.

Una distinzione legata alla tipologia del blog è ancora possibile, da cui ricaviamo un abbondAnte 68% di blog a gestione puramente individuale, mentre per il 20% di essi sussiste una situazione di tipo corporativo o collaborativo tra più autori, per il 12% invece il blog appartiene ad un network, più o meno noto, come per la serie di blog de LeScienze, di Focus o de Il Fatto, che stanno emergendo sempre più anche qui da noi.

Una considerazione interessante emerge dal fatto che un quarto dei blogger esaminati preferisce utilizzare uno pseudonimo, un segno che forse più che sfruttare il proprio nome, soprattutto se sconosciuto, ci si concentra sui contenuti evitando di distrarre il lettore da un nome che talvolta potrebbe essere scomodo o troppo ingombrante, anche se presumo che i veri motivi di queste scelte possono essere i più disparati.

Uno sguardo sul genere dei blogger purtroppo rivela che le donne sono in netta minoranza, nonostante l’assenza di alcuna discriminazione verso l’utilizzo dell’interfaccia di lavoro o di eventuali preclusioni e pregiudizi, data la completa libertà di accesso. Un segnale di minor attivismo femminile correlato alla divulgazione attiva delle scienze su web o un pragmatismo contrapposto ai “sognatori” maschi? Chissà!

Molto interessante invece è la distribuzione dell’anno di inizio dei blog scientifici, che evidenzia un fenomeno di crescita iniziato all’inizio di questo millennio e culmina nel 2009 per poi assestarsi su medie più modeste. Al di là del ritardo che abbiamo rispetto ai paesi anglofoni, spagnoli e francesi, sembrerebbe che la tendenza al momento sia in declino, probabilmente per questioni legate allo scarso riconoscimento di questo mezzo che altrove è molto più valorizzato ed ha più chance di evolvere, sicuramente non per questioni di saturazione data l’esiguità del numero di blog che trattano temi scientifici. Technorati, che ha dismesso ogni attività non anglofona, al momento raccoglie oltre 12000 blog, che all’inizio del 2011 erano solo la metà!

Per quanto concerne l’utilizzo dei social, trascurando il contributo di FriendFeed in evidente via di abbandono, e altri social minori che qui da noi non attecchiscono, vediamo una situazione quasi paritaria della spartizione tra FB e TW; con un timido incipit di blog che si affidano a G+, qualche volta anche in maniera esclusiva. Sarà interessante assistere all’evoluzione di questa ripartizione, chissà se G+, che tra l’altro sembra più pulito e meno invasivo degli altri, riuscirà a emergere nel prossimo futuro?

In maniera del tutto arbitraria, ho suddiviso la produttività del 2012, quindi fino a questo momento, in 5 blocchi, dove troviamo che oltre 70 blog tra quelli di cui sono riuscito a recuperare questa informazione, non hanno pubblicato più di 10 post. 64 blog si assestano tra 11 e 50 post, 42 tra 51 e 200 e solo 12 riescono a bloggare quasi tutti i giorni e a volte anche di più.

Uno dei sistemi di valutazione già preconfezionati, sebbene non infallibile e credo nel nostro caso non proprio del tutto adeguato, è il Pagerank di google, un algoritmo di analisi che assegna un valore tra 0 e 10 in base a criteri che servono a risultare primi nei risultati di ricerca, determina una distribuzione dei blog scientifici abbastanza gaussiana, se mi passate l’analogia, in cui si nota un discreto pacchetto di blog che si assesta con un ragguardevole pagerank di 3 e 4, con alcune eccellenze che si distinguono oltre il 5.

Dal 2010 in Italia è disponibile un aggregatore specifico per i blog scientifici che trattano ricerca peer reviewed, nato da una iniziativa anglofona ormai consolidata. ResearchBlogging, colleziona i feed dei post che trattano questioni specifiche di scienza e ricerca pur lasciando la libertà al blog di dedicarsi ad altro. RB sembrerebbe però non riscuotere la dovuta attenzione, sia da parte dei lettori che dagli autori, nonostante una produttività del tutto rispettabile in tutti i campi dello scibile determinata dalla passione e dagli sforzi di meno dell’11% dei blog scientifici censiti fino ad oggi. Eppure è un sistema autorevole, ottimo per le procedure di citazione, oltre ad essere una vetrina per i blog scientifici assolutamente adeguata e da sfruttare, oltre ad essere un’opportunità per commentare. Non solo: RB è un formidabile veicolo per la diffusione della ricerca scientifica e un riferimento per il pubblico scettico e digiuno di scienza, ma anche una risorsa gratuita e open per gli addetti ai lavori, che in questo modo esercitano e si sottopongono ad una costruttiva public review. Direi che RB è una virtuosa comunità di cui è un onore e un piacere esserne partecipi. Chissà che in futuro non si evolva in qualcosa di più…

Ecco, questo sarebbe un ottimo argomento da approfondire: come mai, quando ci sono buoni esempi da importare per migliorare la comunicazione della scienza, una questione ampiamente condivisibile data l’arretratezza della situazione italiana, sono pochissimi coloro che osano scendere in campo e accettano di confrontarsi in un contesto più grande? O forse è solo l’irrazionale paura di attingere dalle fonti primarie, a cui eventualmente aggiungere la giusta enfasi, piuttosto che ripassare con un copia,traduci e incolla un comunicato stampa in maniera acritica che però già contiene i comodi elementi del sensazionalismo che attirano l’attenzione del pubblico meno scaltro?

Quello che ho capito, è solo che la comunicazione della scienza si sta già evolvendo inesorabilmente, non possiamo più permetterci di restare a guardare.

Parte del testo e dello slide show qui presenti (sequel del mio post su Il chimico impertinente) sono stati presentati alla prima edizione di ScienceCamp 2012, in occasione del BlogFest di Riva del Garda, lo scorso 29 settembre. Su youtube c’è anche un video con gli altri interventi, e sui blog altri post hanno seguito la scia lunga, (Rangle, Blogghetto, Tamburo Riparato, e scusate se ne dimentico qualcuno).

Pensavo di continuare questo progetto completandolo con i dati mancanti e aggiornarlo periodicamente, tuttavia dato lo scarso interesse suscitato (o forse che ho percepito) penso che sia più adeguato lasciarlo incompiuto e riportarlo qui a futura memoria delle opportunità incolte e forse snobbate… Com’è che si dice in questi casi? Ah si, ad maiora!

Nota a tergo, credo che una segnalazione doverosa e assolutamente in tema si rende necessaria, per il bel lavoro in tandem di Gianluigi Filippelli e Moreno Colaiacovo che su Dropsea pubblicano l’incoraggiante ed efficace United we stand: Siamo pronti per fare network? Più che una domanda, un dilemma…

Rajini Rao ha condiviso inizialmente questo post:

One Gif to Rule Them All: From Amphipod to Diatom to Bacterium. Captured in this amazing image is an electron microscope scan that zooms in on a tiny bacterium perched upon a diatom, lodged near the leg of an amphipod (a type of crustacean). Watch the scale at bottom right, go all the way from a millimeter, through the range of micrometers, down to 500 nanometers!I was reminded of the verse by Jonathan Swift (1733):"So nat’ralists observe, a fleaHath smaller fleas that on him prey,And these have smaller fleas that bite ‘em,And so proceed ad infinitum .”Image Credit: “Fractal Cosmos” by James Tyrwhitt-Drake at the University of Victoria.Stunning images of Diatoms: http://goo.gl/smk3w#scienceeveryday +ScienceSunday


via Paolo Pascucci

Rajini Rao ha condiviso inizialmente questo post:

One Gif to Rule Them All: From Amphipod to Diatom to Bacterium. Captured in this amazing image is an electron microscope scan that zooms in on a tiny bacterium perched upon a diatom, lodged near the leg of an amphipod (a type of crustacean). Watch the scale at bottom right, go all the way from a millimeter, through the range of micrometers, down to 500 nanometers!

I was reminded of the verse by Jonathan Swift (1733):
"So nat’ralists observe, a flea
Hath smaller fleas that on him prey,
And these have smaller fleas that bite ‘em,
And so proceed ad infinitum .”

Image Credit: “Fractal Cosmos” by James Tyrwhitt-Drake at the University of Victoria.
Stunning images of Diatoms: http://goo.gl/smk3w

#scienceeveryday +ScienceSunday
Química da depressão